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MEDITERRANEO, L'INVERNO PIÙ MITE IN 30 ANNI +3 GRADI DI MEDIA IN PIÙ E L'AGRICOLTURA È IN TILT
Fonte: lasicilia.it - 12/02/2020
Sul Mediterraneo l’inverno 2019-2020 è il più caldo degli ultimi 30 anni. Bisogna ritornare indietro sino al 1990 per trovare un’altra stagione mite e "anomala», ma ciò che impressiona è che, analizzando i dati raccolti dal Centro Europeo di Previsioni Meteo a Medio Termine (Ecmwf), si scopre che quest’anno i cambiamenti climatici in atto hanno portato le temperature a segnare un +3 gradi rispetto alla media stagionale.
Certo, nelle città non si è sofferto il freddo e i termostati delle case sono rimasti su livelli autunnali a causa dell’anticiclone africano che imperversa, ma nelle campagne si rischia il disastro. È la Coldiretti a lanciare l’allarme: «L'agricoltura è in tilt. Assistiamo allo stravolgimento delle stagioni e all’alternarsi di calamità estreme». Per l’organizzazione agricola, che ha elaborato i dati Isac Cnr, il 2019 è stato in Italia il quarto anno più caldo dal 1800 con una temperatura superiore addirittura di 0,96 gradi rispetto alla media di riferimento dopo i record di 2014, 2015 e 2018.

«È un’anomalia termica - spiega il meteorologo Alessandro Gallo, esperto di Meteonetwork Sardegna - all’inverno meteorologico rimangono poco più di due settimane e, in tendenza, non si individuano cambiamenti significativi». Un’anomalia che si fa sentire anche in altre parti del Mondo e in Europa: caldo record è stato registrato in Antartide con +18,3 gradi centigradi, in Italia i giorni della merla sono stati caratterizzati da un clima quasi primaverile e in Sardegna si sono sfiorati i 27 gradi, praticamente estate. «Il clima mite dell’inverno 2019-2020 continuerà a far sentire i suoi effetti anche la settimana prossima - osserva il meteorologo - In particolare nel Mediterraneo centrale e in Sardegna dove avremo solo deboli infiltrazioni di aria fresca con transito di nubi e qualche debole pioggia, con temperature in lieve aumento su entrambi i valori e massime probabili ad inizio settimana intorno ai 16/18 gradi».

Così si assiste a fioriture anticipate delle mimose in Liguria e dei mandorli in Puglia, Sicilia e Sardegna dove inizia a sbocciare anche qualche pianta da frutto, ma in Abruzzo sono in fase di risveglio, con un anticipo di circa un mese, gli alberi di susine, pesche mentre gli albicocchi in Emilia hanno già le gemme che si stanno addirittura aprendo nei noccioleti del Piemonte. E questo, secondo Coldiretti, ha già provocato perdite per 14 miliardi nell’ultimo decennio, mentre da nord a sud della Belpaese si assiste all’invasione di insetti alieni, che - ha stimato l’organizzazione agricola - hanno causato un miliardo di danni al settore. E ora a preoccupare sono altri due fattori, le possibili gelate e la scarsità di precipitazioni con l'incognita siccità da qui alla stagione estiva. Tanto che si pensa già ad anticipare la stagione irrigua. 
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